Trovabilità 2: navigazione contestuale e circolarità dell’informazione

In che misura, reperito un item il sistema permette di reperirne altri semanticamente correlati a quello corrente?

Un tema che mi sta particolarmente a cuore è quello di fornire all’utente sempre spunti ulteriori di navigazione, anche quando questi abbia (presumibilmente) raggiunto il proprio obiettivo di navigazione (l’item cercato – il dettaglio di una notizia, la scheda di un servizio o prodotto).

Questo approccio aiuta fra l’altro a smembrare un contenuto complesso in più unità (chunks), ciascuna corrispondente a un diverso stadio di consultazione e approfondimento (e quindi a un diverso tipo di esigenza o obiettivo). Ma aiuta anche a stabilire correlazioni profonde fra i diversi contenuti e le diverse sezioni di un sito, o fra il nostro sito e altre risorse esterne, stabilendo quella che io chiamo circolarità virtuosa dell’informazione.

Per quanto concerne il posizionamento dei link contestuali, all’interno del testo principale o raggruppati in una sezione a parte, IBM Ease of Use consiglia:

Keep links separate from narrative text blocks
Links can add to the depth of information in your site. However, too many links within a block of text can disrupt continuity and understanding. Where possible and appropriate, place links at the beginning or end of paragraphs or sections of narrative text (IBM Ease of Use).

Anche Luisa Carrada è dello stesso parere:

prendiamo i link. In genere è bene non stiparne troppi in un testo, sia per non saturarlo di segnali visivi, sia per non far fermare e inciampare il nostro lettore, che non dovrebbe prendere decisioni su dove andare a ogni riga. Anche le ricerche più recenti sulla lettura e sul carico cognitivo di cui ci sobbarchiamo davanti allo schermo ci invitano a essere parsimoniosi e a preferire i link fuori o accanto al testo rispetto a quelli interni (Carrada 2009).