La ricerca avanzata: da Cenerentola del web a sfida di progettazione

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La ricerca è oggi una delle sfide più complesse e interessanti nel panorama del web. Da sorella povera tra le applicazioni web, sta passando in primo piano. Essa non si riduce a una questione di tecnologia, ma investe l’architettura dell’informazione nel suo complesso: il fattore umano vi recita quindi un ruolo da protagonista.


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Trovo dunque sono: Progettare nella pratica la ricerca avanzata

Inizia con questo il primo di tre articoli attraverso i quali si affrontano le problematiche e le nuove sfide della ricerca avanzata. In particolare la ricerca avanzata viene analizzata negli aspetti:

  • teorici (TEORIA)
  • pratici della progettazione (PRATICA)
  • di visual design (GRAFICA)

Si parte dunque con gli aspetti teorici della progettazione di una buona ricerca avanzata.

La riscossa della ricerca

La ricerca è oggi una delle sfide più complesse e interessanti nel panorama del web. I grandi motori di ricerca stanno lavorando a prodotti in continua evoluzione basati su algoritmi innovativi, tra tassonomie  e targettizzazioni spinte. L’obiettivo è il recupero sempre più mirato dell’informazione che restituisca materiale diverso in una forma/prodotto semantico complesso.

La ricerca è una complicata miscela di contenuto, metadati, tecnologia e design in grado di restituire interfacce di risultati che richiedono un grande sforzo interdisciplinare.

Ancora oggi sono poche le organizzazioni che investono nella ricerca, intesa come tecnologia e progettazione (risorse umane) per migliorare la trovabilità. Troppo spesso i manager si accontentano di investire in tecnologia pensando di riuscire ad ottenere il massimo dalla ricerca, ma “Google is good but it’s not god“. Questo significa che possiamo anche adottare nel nostro sito il motore più potente del mondo ma i risultati potrebbero essere lo stesso molto deludenti. La tecnologia non trasforma nulla da sola, deve essere accompagnata da:

  • user experience design
  • processi che migliorino i punti di debolezza della tecnologia
  • contenuti.

La ricerca come sistema

La tecnologia negli ultimi anni è stata sopravvalutata e anche la ricerca ne ha sofferto. Un vecchio adagio anglosassone suona così “garbage in garbage out“, i contenuti scadenti che inseriamo sono il materiale deludente (contenuti poco curati, scarsa usabilità nei servizi, etc.) che ritroveremo come risultato. Se il nostro sito è caratterizzato da strutture vetuste e poco funzionali, elaborate e redatte in maniera sciatta, quello che otterrà l’utente dal potentissimo motore di ricerca che mettiamo a disposizione sarà spazzatura al 1° posto, spazzatura al 2° posto, spazzatura al 3° posto. Sempre e solo spazzatura.

I siti che hanno dei buoni sistemi di ricerca hanno dietro molto lavoro: l’architetto dell’informazione avrà provveduto a una buona architettura e una struttura classificatoria, il content manager avrà lavorato attentamente sui termini, titoli e metadati, i redattori avranno sviluppato una buon sistema di termini correlati, e così via.

A tutta la progettazione nella ricerca dobbiamo aggiungere il fattore umano che, potremmo definire la variabile più complessa. Le persone cambiano il modo di cercare a secondo dell’umore, delle vicende esterne, della loro evoluzione; a volte cercando la mattina e altre ricercando la sera. C’è poi oggi un’ulteriore variabile difficile da analizzare ma molto potente: il network delle persone che sono per ognuno di noi la prima fonte credibile. La ricerca influenzata da amici, conoscenti o esperti del settore assume connotazioni e variabili molto complesse da fotografare: noi utilizziamo persone per trovare contenuto e contenuto per trovare persone, in un circolo virtuoso che può continuare all’infinito.

Nella ricerca entrano in gioco ancora altri fattori come la partecipazione collaborativa del web 2.0 e il primo passo che viene richiesto a chi progetta sistemi di ricerca è proprio questo: capire la complessità di un sistema multifattoriale in continua evoluzione.

L’obiettivo ultimo della ricerca resta filosoficamente la findability, quella capacità di trovare e di rendere “trovabili” le informazioni.  Secondo Wikipedia il termine findability, neologismo d’origine inglese talvolta tradotto con trovabilità, indica la capacità di un’informazione, risorsa od oggetto di essere localizzabile o (in ambito web) fruibile. Quando applicata ad una singola risorsa, si può valutare in che misura essa sia facile da scoprire o localizzare. Quando applicata ad un sistema, si può analizzare con quanta efficacia un ambiente fisico o digitale favorisca il reperimento dell’informazione o la navigazione.

Il concetto di trovabilità

La findability o trovabilità, non investe soltanto il mondo di internet, ma è piuttosto un concetto universale. Tuttavia, in quanto collezione distribuita ed eterogenea di numerosi miliardi di risorse, il web rappresenta uno dei campi di maggior sviluppo per la findability.

La findability è campo di studio dell’architettura dell’informazione, assieme all’usabilità, alla desiderabilità, credibilità e accessibilità. Sono molte le figure che contribuiscono alla findability di siti web e intranet, fra cui i copywriter, i progettisti e gli sviluppatori.

Quello di trovare e rendere trovabili le informazioni è un problema sempre più urgente. I mercati ne stanno facendo un terreno di conquista e di scontro e questo lo ha sa bene  Marissa Mayer Vice Presidente della Search Product and user Experience di Google che scrive

with universal search we’re attempting to break down the walls that traditionally separated our various search properties and integrate the vast amounts of information available into the simple set of search results (Marissa Mayer).

In altre parole la ricerca non è più un affare solo da algoritmo informatico ma, lo vedremo, inizia a pretendere indici, categorie, faccette, presentazione logica dei risultati più rilevanti di informazioni su supporto diverso: audio, video, immagini, press release, o altre rich internet applications.

La ricerca, da sorella povera tra le applicazioni web, sta passando in primo piano: di pari passo con la crescita smisurata di contenuti all’interno dei siti e del web è diventata una funzionalità chiave che necessita la migliore progettazione possibile e la competenza di professionisti del settore.

Il ruolo dell’architettura dell’informazione…

Abbiamo visto come la trovabilità sia uno degli obiettivi dell’architettura dell’informazione che è poi una delle discipline chiave nell’ambito della progettazione web.

In effetti fino ad oggi l’architettura dell’informazione si è occupata principalmente della struttura dei siti, sia nel lavoro preliminare di progettazione sia durante la realizzazione. Il suo ruolo è quello di collante fra grafica, contenuti e design. Secondo la definizione del celebre architetto Richard Saul Wurman un buon architetto dell’informazione deve:

  • organizzare i modelli intrinseci nei dati, rendendo chiaro l’insieme
  • creare una struttura o mappa delle informazioni che renda possibile a ciascuno di risalire al proprio percorso conoscitivo.

…in un ambiente che cambia

Per parafrase il noto testo di David Weinberger Everything is miscellaneous, oggi qualcosa è già cambiato in maniera decisiva nella progettazione web e nel rapporto tra contenuto, aspetti funzionali e aspetti visivi. Tutto è diventato miscellaneo, i confini tracciati con non poche difficoltà tra discipline e figure professionali si stanno redifinendo alla luce delle nuove esigenze del mercato.

La sfida maggiore che affrontiamo nella nostra società è quella della complessità (per cui tutto è interconnesso – interwingled in inglese). E tale sfida va vinta sul suo stesso terreno: utilizzando un approccio olistico, dove – nel caso dell’architettura dell’informazione – contenuto, struttura, visual design, funzionalità e documenti su supporti diversi possano rispecchiare un modello unitario e integrato.

Per operare nella complessità della società globale dovremo progressivamente adottare un modo di pensare più ecologico (cioè integrato). Sulla scorta della teoria della complessità e degli ultimi decenni di pensiero scientifico olistico, cominceremo a vedere il mondo attraverso una lente sempre più sfaccettata. La nostra intelligenza distribuita comincerà a rivelare connessioni insospettabili, e le nostre crescenti competenze negli strumenti di rete ci condurranno verso nuovi processi – intellettuali, economici e civili – di analisi, decisione e azione distribuita (Institute for the Future 2007).

Non a caso durante il 2° Summit Italiano dell’architettura dell’informazione Joe Lamantia ha voluto soffermarsi proprio sul cambiamento di scenario nel web. Fra gli altri punti, Lamantia ha sottolineato che:

le architetture (oggi) sono sistemi
i sistemi sono ecosistemi
gli ecosistemi sono ecologie
(Joe Lamantia 2007).

Molti conoscono gli elementi della user esperience secondo Garrett: per molto tempo hanno fatto scuola e ha avuto un senso bipartire la progettazione, seppur parallela, in due ambiti distinti: web come interfaccia software vs web come sistema ipertestuale orientato ai contenuti (interfaccia per la fruizione di informazioni).

Questa distinzione oggi non regge più: la separazione tra browsing e searching all’interno di un sito rischia di segnare un pesante fallimento per la findability.

Oggi l’approccio all’organizzazione dell’informazione implica una progettualità rivolta ai processi e non ai singoli prodotti. Un modello trasversale o integrato di architettura dell’informazione è possibile se la si intende come progetto di interazione e di processi informativi, più che di singoli oggetti di informazione. Processi in cui dialogano oggetti, informazioni, persone e contesto.

Bibliografia

Institute for the Future. 2007. 2007 Ten-Year Forecast Perspectives [SR-1064]. Institute for the Future.

Lamantia, Joe. 2007. The Do It Yourself Future: What Happens When Everyone Is A Designer? Secondo Summit Italiano di Architettura dell’Informazione (Trento, 16-17 novembre 2007).

Morville, Peter. 2002. Social Networking analysis, Semantic Studios, 21 febbraio.

Rosati, Luca. 2007. Architettura dell’informazione: Trovabilità dagli oggetti quotidiani al web. Apogeo.

Rosenfeld, Louis e Peter Morville. 2002. Architettura dell’informazione per il World Wide Web. Tecniche Nuove.

Weinberger, David. 2007. Everything is miscellaneous: The power of the new digital disorder. Times Book.

14.09.2008