Posizione del menu e aspettative dell’utente #2

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Ho sottoposto alla lista di Webusabile.it. il tema “posizione dei menu e aspettative dell’utente”, affrontato nel precedente articolo. Nel dibattito è intervenuta anche Sofia Postai, riportando i risultati di alcuni test condotti per lei da Maurizio Boscarol. Visto il loro carattere empirico e la loro chiarezza, ho deciso di riportare di seguito buona parte delle osservazioni di Sofia.


Articolo precedente: Posizione del menu e aspettative dell’utente #1

Dai test che ho avuto modo di seguire da vicino, abbiamo trovato una “euristica” (forse nota, ma che io personalmente non conoscevo). Di fronte a un sito non conosciuto, almeno per il primo task (ma a volte anche per i primi due o tre) il soggetto tenta di trovare la soluzione nel corpo della pagina (forse per capire che razza di posto gli stiamo sottoponendo). Quando questa strategia fallisce, prova col menu. Quindi credo di poter supporre che il menu, se riconoscibile in quanto tale, si possa disporre in qualunque parte “privilegiata” della pagina: tanto non sarà guardato per primo…

Per evitare equivoci voglio sottolineare che questa nostra piccola “euristica” è emersa sia su siti progettati nel mio studio, sia su siti progettati da altri (per fugare il dubbio – su cui noi stessi abbiamo ironizzato – di non essere capaci di progettare i menu :-)

Ho provato a usare il sito Audi e personalmente preferisco menu a sinistra, per abitudine… ma non mi pare un grosso problema posizionarlo a destra. Mi diverte un po’ che questo sia stato presentato come elemento di innovazione… al massimo di variazione, direi. Quindi, anche se servisse solo a costruire un lay out un po’ diverso dai soliti… perché no?

Quanto al cambiamento di menu del sito NY Times, il discorso mi pare diverso: indubbiamente ci saranno milioni di utenti abituali e cambiare format è molto pericoloso, a meno che non rientri in una strategia e si scelga lo stress cognitivo come strumento di questa strategia.

Mi spiego meglio: poniamo che sia stato pesantemente rimaneggiato il piano editoriale web, magari con una riduzione di contenuti e servizi (come CNN Italia, per capirsi). Ecco che un’interfaccia volutamente diversa (e spiazzante per gli utenti abituali) può mascherare questa contrazione. Forse sono stati tagliati dei “rami secchi”, con poche page view. Pochi se ne accorgeranno, visto che l’interfaccia è stata cambiata. Oppure il piano editoriale è mutato perché si è deciso di strutturare diversamente la tassonomia, o per altri motivi (purtroppo non conosco il sito e non ho tempo per una ricerca approfondita… per cui posso solo ipotizzare). In tutti questi casi una “drammatica” modifica serve a dare un segnale forte “abbiamo cambiato metodo”.

Se fosse solo per concedersi una variazione, invece, sarei ferocemente contraria: la mente immagazzina automatismi utili a risparmiare energia (viene chiamata “memoria procedurale”) e costringere milioni di utenti a ri-programmarsi è del tutto insensato. Per verificarlo in prima persona, provate a usare una tastiera Mac (se siete utenti PC) per rendervi conto di quanto sia faticoso modificare i propri automatismi… ormai sono praticamente identiche… eppure…

Quello che io penso in sintesi è che tutto si deve fare per un motivo (la creatività è un processo problem solving, non il gusto di far “diverso dagli altri”) e che tra Nielsen e un test (anche su due utenti) io credo di piu’ al test… […]

(Sofia Postai – grassetto mio)

Articolo precedente: Posizione del menu e aspettative dell’utente #1

12.02.2003