Mac OS X Tiger a faccette?

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Tiger introduces Spotlight, a radically new and lightning fast way to find anything saved on your personal computer. Email messages, contacts and calendars, along with files and folders, all show up in Spotlight results. È di ieri la presentazione ufficiale a San Francisco del nuovo sitema operativo Mac OS X (10.4) Tiger (uscita prevista per […]


Tiger introduces Spotlight, a radically new and lightning fast way to find anything saved on your personal computer. Email messages, contacts and calendars, along with files and folders, all show up in Spotlight results.

È di ieri la presentazione ufficiale a San Francisco del nuovo sitema operativo Mac OS X (10.4) Tiger (uscita prevista per il 2005).

Il nuovo sistema di ricerca interno sposa in pieno la logica già presente in iTunes. Si opera cioè un abbattimento della tradizionale distinzione fra applicazioni e fra documenti di formato diverso: il nuovo Spotlight permette di muoversi e cercare all’istante in tutte le risorse del sistema indifferentemente dalla loro tipologia (email, note di calendario e contatti, filmati, canzoni).

Tutto ciò grazie a un efficace sistema di metadati concepito secondo una logica molto vicina a quella della classificazione a faccette: un unico oggetto (il file), più modi (o facce) per rappresentarlo e recuperarlo, indipendentemente dall’applicazione o contesto cui appartiene.
Un sistema di metadati in parte intrinseco (e gestito direttamente dal sistema), ma in parte anche personalizzabile (cioè gestibile dall’utente che può creare correlazioni o raggruppamenti propri).

Se sia l’inizio di una nuova rivoluzione nell’ambito delle interfacce non è possibile dirlo con certezza, ma sicuramente qualcosa sta cambiando nel modo di interagire col calcolatore: nuove esigenze emergono (velocità di ri-trovabilità; minori confini fra i vari media e le varie applicazioni) e questo – a sua volta – sta producendo cambiamenti anche nel modo di progettare il software e le interfacce.

A questo riguardo allora, la recente polemica fra Merholz e Hurst sui concetti di navigazione (searching vs. browsing) e di interfaccia (contenuti vs. applicazioni) acquisisce forse una luce diversa. I confini fra categorie considerate ‘classiche’ (per quanto recenti) del software e del web si stanno assottigliando?

E ancora, vengono in mente le osservazioni di Raskin nel suo libro Interfacce a misura d’uomo sulle cosiddette interfacce immersive, in cui l’utente è a continuo contatto con i contenuti, e in cui tutti le azioni si sviluppano a partire dai contenuti stessi, senza alcuna distinzione fra essi.

Perhaps we don’t need applications at all. This revolutionary idea is explored at length in the book. In Raskin’s world, instead of buying software applications, we buy application-independent command sets that plug into our general user interface.

Raskin talks of the difficulty in conventional navigation schemes, and proposes a general user interface for navigation he calls Zoom World. Zoom World is conceptually similar to the walls of a planning room, where sheets of paper, sticky notes, photos etc. are placed and organised on a large surface.

Per approfondire: le nuove caratteristiche di Mac OS X Tiger

29.06.2004