La classificazione a faccette per la gestione documentale #1

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La conoscenza come bene pubblico comune: software, dati, saperi è il titolo del convegno organizzato dal CSI – Piemonte per il 17-18 novembre 2003 a Torino, presso la Sala 500, Centro Congressi del Lingotto, in via Nizza 280.


Al convegno parteciperà anche il Gruppo Bernabè (l’azienda in cui lavoro) presentando le sue attività rispetto all’architettura dell’informazione. In particolare, verrà illustrata una applicazione della classificazione a faccette alla gestione della conoscenza nelle Intranet aziendali: Per un accesso multidimensionale all’informazione: la classificazione a faccette per la gestione documentale.

Nel contesto aziendale, ciascun reparto ha esigenze di accesso all’informazione molto diverse: tale diversità rispecchia il diverso modo di produzione e uso dell’informazione proprio di quel reparto. In questo senso, allora, la possibilità di avere sistemi di classificazione
capaci di soddisfare un ampio spettro di logiche di consultazione assume un valore strategico. I sistemi a faccette costituiscono un’ottima soluzione alla sfida proprio in virtù del loro carattere spiccatamente flessibile e adattivo: cioè in virtù della loro capacità di adattarsi a una pluralità di esigenze di archiviazione e interrogazione, e di resistere nel tempo ai cambiamenti interni (scalabilità).

Nei sistemi a faccette, infatti, ogni oggetto (quindi anche un documento) può essere reperito attraverso una pluralità di chiavi di ricerca parallele, utilizzabili sia singolarmente sia in combinazione. Ciò permette a ogni utente di scegliere la modalità di ricerca che più si confà alle proprie esigenze. Le potenzialità di questa logica di classificazione sono tali da aver convinto perfino Microsoft a basare su di esso il file system del nuovo sistema operativo Windows Longhorn.

L’idea non è in realtà nuova. Già applicazioni Mac come iTunes e iPhoto (e perfino alcune funzionalità del sistema operativo da Mac OS IX in poi) adottano una logica di questo tipo. La possibilità cioè di creare librerie ricombinabili secondo “viste” differenti.

Per la scelta delle faccette da usare nella gestione documentale Intranet, ci siamo rifatti allo standard elaborato dalla Dublin Core Metadata Initiative: il Dublin Core Metadata Element Set 1.1.

A ben vedere – come mi fa notare Claudio Gnoli – le Dublin Core indicano semplicemente un sistema di metadati standard per classificare un documento (autore, titolo etc.) e non una calssificazione a faccette propriamente detta. Fin qui, quindi, nulla di nuovo. Ma suggeriscono anche metadati relativi al contenuto, come Subject, Type e Source. Proprio sfruttando questi ultimi, scomponendoli cioè in ulteriori isolati interni (o foci), si è cercato di costruire un più complesso modello di classificazione capace di sfruttare appieno le potenzialità delle faccette. È in effetti questa ulteriore scomposizione in isolati di Subject, Type e Source secondo il principio delle faccette a permettere un maggior adattamento del sistema di gestione documentale alle diverse realtà ed esigenze aziendali.

Il concetto di classificazione a faccette.

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22.10.2003