iTunes e il profumo dell’informazione

di Davide Potente

iTunes trasforma la comune ricerca all’interno di un archivio in un processo evolutivo: l’utente può raffinare i risultati ottenuti in base alla tipologia di contenuto desiderato, oppure in base agli interessi maturati nel corso della ricerca. Questa soluzione è stata ottenuta abbandonando il rigido sistema di classificazione gerarchica delle informazioni a favore di una logica [...]


iTunes trasforma la comune ricerca all’interno di un archivio in un processo evolutivo: l’utente può raffinare i risultati ottenuti in base alla tipologia di contenuto desiderato, oppure in base agli interessi maturati nel corso della ricerca. Questa soluzione è stata ottenuta abbandonando il rigido sistema di classificazione gerarchica delle informazioni a favore di una logica semantico-relazionale vicina al sistema della classificazione a faccette. Le scelte dell’utente saranno favorite da una serie di riferimenti (citazioni bibliografiche, link alle risorse web, icone relative alle fonti e tutte le parti testuali o grafiche costituenti un’interfaccia utente) che suggeriranno i percorsi di ricerca più idonei, veicolando il profumo dell’informazione.

Profumo dell’informazione

iTunes è un software sviluppato da Apple per svolgere una serie di funzioni: gestire una libreria composta da contenuti audio-video, acquistare ed effettuare il download degli stessi attraverso il negozio online iTunes Music Store, ascoltare stazioni radio tramite internet. Il software è in continua evoluzione, proponendo costantemente nuove funzionalità o miglioramenti per il sistema di ricerca e navigazione.

La ricerca di contenuti in iTunes può avvenire attraverso diversi criteri, usati singolarmente oppure in combinazione, che fanno di questa applicazione uno strumento di ricerca molto potente. Possiamo utilizzare la casella di testo in alto a destra e filtrare i risultati ottenuti attraverso i menu sottostanti, selezionando il tipo di contenuto desiderato in base ad attributi che lo descrivono (metadati).

L’utente può cercare un contenuto nel negozio online sfruttando la stessa casella di testo usata per le ricerche all’interno della propria libreria. Tale soluzione suggerisce chiaramente la volontà di fondere ambiente web ed ambiente software, in modo tale che l’utente li percepisca come un tutt’uno a propria disposizione. La ricerca potrà essere man mano raffinata sfruttando i menu sottostanti ed i link ad altre fonti d’informazione correlate.

Interfaccia di iTunes a livello software/locale.

L’utente individua continuamente ulteriori aspetti di suo interesse riguardo l’ambito di ricerca. Tali aspetti costituiscono dei nuovi riferimenti per l’indagine che sarà quindi caratterizzata da nuovi spunti e direzioni da seguire. Le esigenze del ricercatore possono mutare in relazione a quell’ambito: effettivamente è la ricerca stessa a mutare e ad assumere via via impostazioni differenti rispetto a quella iniziale. Si può quindi parlare di ricerca come processo evolutivo, evolving search. Essa non è soddisfatta da un insieme finale d’informazioni riguardo un certo ambito d’indagine, ma da una serie di riferimenti e informazioni raccolte ad ogni stadio del processo evolutivo della ricerca (azione definita come raccolta delle bacche o berrypicking process), che l’utente potrà rendere sempre più accurata e approfondita (Bates 1989).

Assume grande importanza quindi il profumo dell’informazione (information scent), offerto all’interno della propria libreria dalle tre finestre nella testata (Genere, Artista, Album – v. figura sopra); a livello web dagli svariati collegamenti alle informazioni correlate all’item cercato (v. figura sotto). In entrambi i casi sarà possibile approfondire o modificare il percorso della ricerca. Il profumo dell’informazione è quindi costituito da informazioni intermedie o segnali di prossimità che consentono di avere una percezione imperfetta del valore, del costo e del percorso d’accesso ad una fonte d’informazione, garantendo una previsione su quelle che saranno le informazioni successive a cui l’utente avrà accesso.

In iTunes il livello di profumo dell’informazione è sempre elevato, l’utente si muove con disinvoltura all’interno della fonte d’informazioni. Se il profumo dell’informazione è scarso, il ricercatore procede in maniera casuale sia in uno spazio fisico (archivi, librerie), che in uno spazio astratto (database, siti internet, archivi online). La consultazione di una fonte è interrotta in seguito al protrarsi della mancanza di information scent: l’utente percepisce il suo vagare come un’attività non remunerativa e quindi sarà portato a selezionare una nuova risorsa per la sua ricerca.

Interfaccia di iTunes a livello web.

Multidimensionalità dell’informazione

Grazie all’adozione di un modello multidimensionale (o relazionale) di organizzazione dell’informazione, iTunes permette una elevata trovabilità e flessibilità (non solo nella fase iniziale della ricerca di un item, ma anche durante il percorso stesso).

  • Delocalizzazione dei contenuti: elemento portante di iTunes, fa sì che l’utente operi all’interno di un’unica cartella dove i file sono organizzati secondo il modello della classificazione a faccette che elimina le gerarchie su molti livelli (le cartelle) e permette di individuare i file attraverso gli attributi che li descrivono (artista, genere, album, tipo di contenuto).
  • L’utente è libero di crearsi un modello organizzativo su misura: il modello creato non sarà parte dell’interfaccia, ma rientrerà nei contenuti e risulterà naturale e facile da usare proprio perché è l’utente stesso ad averlo creato. Supponiamo che l’utente sia legato ad un modello organizzativo di tipo gerarchico-enumerativo, in questo caso egli potrà creare una classificazione dei contenuti per cartelle. Raskin (2000) sottolinea che – in ambienti simili (in cui si abolisce un sitema di organizzazione a-priori dell’informazione) – qualsiasi modello organizzativo scelto non modifica la struttura del sistema, quindi ogni altro utente sarà in grado di individuare le informazioni che desidera utilizzando il modello che più si avvicina alle sue esigenze. Se anche si creino delle cartelle, iTunes conserva comunque la propria struttura di tipo logico-semantico: è l’utente a scegliere il proprio modello e quindi ad effettuare delle operazioni di searching o browsing.
  • Favorire la ricerca: all’interno di ogni cartella sarà comunque possibile utilizzare gli strumenti di ricerca e filtraggio tipici di iTunes, in questo caso la loro azione sarà limitata alla cartella selezionata.
  • Fusione tra ambiente web e ambiente software: all’interno del negozio online sarà possibile cercare e visualizzare i contenuti sfruttando l’interfaccia software. L’utente potrà passare in modo naturale da una ricerca all’interno della propria libreria a una navigazione o ricerca all’interno di iTunes Music Store senza percepire il distacco tra ambiente locale e web.

Fusione fra ambiente software e ambiente web

Questi gli aspetti dell’interfaccia che ci consentono, in modo specifico, di osservare la convergenza tra Web e software.

  • Presenza del collegamento al Music Store di Apple tra le sorgenti disponibili: l’utente è portato quindi a considerare il negozio online di Apple come una fonte di contenuti o informazioni. Le attività svolte all’interno di iTunes Music Store saranno di browsing, come in un comune sito web, ma allo stesso tempo anche di searching, sfruttando l’interfaccia in base alle stesse modalità viste per iTunes.
  • L’utente può cercare un contenuto nel negozio online sfruttando la stessa casella di testo usata per le ricerche all’interno della propria libreria.
  • Tutti i dettagli relativi ai contenuti sono riportati sfruttando l’interfaccia che siamo abituati ad utilizzare per gestire la nostra libreria. Tutte le operazioni di filtraggio e approfondimento della ricerca possono essere effettuate sfruttando sia le risorse web che quelle software.
  • Altro elemento non meno importante è il pulsante (a forma di freccia) accanto ai metadati di ciascun item presente all’interno della libreria locale: ogni pulsante offre un collegamento al Music Store e permette di accedere a informazioni dettagliate relative al contenuto specifico, all’artista e a tutti gli altri elementi che lo individuano.
  • La consultazione della libreria personale è accompagnata (a scelta dell’utente) da una sezione dell’interfaccia in cui vengono visualizzati alcuni contenuti estratti da iTunes Music Store. L’estrazione avviene in base ai contenuti selezionati all’interno della nostra libreria: si instaura un continuo scambio d’informazioni tra ambiente software e web che consente l’approfondimento della ricerca in base alle esigenze maturate dall’utente.

Concludendo

In ambiente digitale, la classificazione e il recupero delle informazioni da parte dell’utente non possono avere luogo sfruttando un sistema di tipo gerarchico, perché non in grado di rappresentare le fitte e complesse relazioni che sussistono fra i concetti. Un sistema di tipo gerarchico può essere utilizzato per memorizzare grandi quantità di dati, ma difficilmente potrà essere sottoposto agli utenti in quanto sistema di ricerca dei dati stessi da un punto di vista semantico e in base alle loro relazioni (cf. Cooper 1999; Cooper & Reimann; Norman 1994). È necessaria una struttura di tipo non gerarchico, che coinvolga nel processo di ricerca tutte le informazioni in essa raccolte. Questo significa che ottenuti determinati risultati sarà possibile modificarli e raffinarli mettendoli in relazione con altre informazioni classificate: la logica di iTunes è basata proprio su questo modello di classificazione che individuiamo nel sistema a faccette. Esso consente di stabilire tali relazioni, quindi risponde alle mutevoli esigenze dell’utente offrendo nuovi spunti e direzioni da seguire, facendo della ricerca un processo evolutivo (evolving search) e garantendo quindi effettiva accessibilità comunicativa all’informazione.

Il sistema di consultazione presenta una logica di funzionamento coerente sia che si operi a livello software (o locale) sia che si operi a livello Web (Apple music Store): l’azione dell’utente è sempre accompagnata da riferimenti che indicano l’operazione svolta e gli effetti della selezione di una particolare funzione. Questo aspetto che abbiamo definito come profumo dell’informazione trasforma la consultazione in un processo evolutivo, in cui le informazioni, anche quelle inizialmente inutili e scartate, possono essere richiamate a qualunque stadio della ricerca.

La quantità di informazioni raccolte è molto elevata, ma non è causa di disagio, perché organizzata sulla base di una struttura sviluppata considerando le interazioni e il modello mentale degli utenti. Tali aspetti trovano conferma nel grande successo che l’applicazione sta riscuotendo: il 6 dicembre 2005 iTunes ha festeggiato il 100 milionesimo acquisto in Europa, durante lo stesso mese il negozio online ha registrato 20.7 milioni di visite. Questi dati permettono di comprendere l’entità di un fenomeno considerato come una vera rivoluzione nel campo dell’acquisto e della fruizione di contenuti audio-video. iTunes ci ha permesso di osservare nella pratica l’importanza delle relazioni tra le informazioni, elementi fondamentali per una loro gestione e per una conseguente creazione di conoscenza.

Bibliografia

18.04.2006


Commenti

iTunes e il profumo dell’informazione – Luca Rosati

[...] L’articolo completo: iTunes e il profumo dell’informazione [...]

16.02.2008


Interfacce per classificazioni a faccette – Luca Rosati

[...] Potente, iTunes e il profumo dell’informazione [...]

18.02.2008


Architettura dell’informazione integrata secondo Apple: fra web e t-shirt colorate – Trovabile

[...] Sul pannello video, ogni prodotto può essere accompagnato da una indicazione relativa alla sua collocazione all’interno dello Store. Queste informazioni sono di ausilio alla ricerca del cliente che avrà una forte percezione del percorso da seguire per arrivare ad un prodotto specifico: è il concetto di profumo dell’informazione. [...]

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