Grafi e classificazione

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Claudio Gnoli (bibliotecario) e Viviana Doldi (matematica) affrontano la questione del rapporto fra grafi e classificazione già anticipata qui nell’articolo Le faccette, il web semantico e l’ornitorinco. Incrociando teorie matematiche (la teoria dei grafi – appunto) e teorie biblioteconomiche (teoria della classificazione) il tema svela interessanti risvolti sulle modalità di organizzazione della conoscenza nel web, […]


Claudio Gnoli (bibliotecario) e Viviana Doldi (matematica) affrontano la questione del rapporto fra grafi e classificazione già anticipata qui nell’articolo Le faccette, il web semantico e l’ornitorinco.

Incrociando teorie matematiche (la teoria dei grafi – appunto) e teorie biblioteconomiche (teoria della classificazione) il tema svela interessanti risvolti sulle modalità di organizzazione della conoscenza nel web, con particolare riguardo alla classificazione a faccette, al web semantico e al Resource Description Framework (che si rifà non a caso al concetto di grafo).

Strumenti matematici quali la teoria dei grafi e la teoria dei codici possono risultare utili nella modellazione della conoscenza per schemi di classificazione e tassonomie. Particolarmente rilevante è la possibilità di raggiungere uno stesso nodo attraverso percorsi diversi (assorbimento), come avviene nelle classificazioni a faccette, ma in minor misura anche negli schemi enumerativi per mezzo di vari tipi di rinvii. Stiamo studiando l’applicazione della teoria dei codici a una classificazione a faccette libere basata sui livelli di integrazione, come fu abbozzata per la prima volta dal Classification research group (Gnoli / Doldi).

L’articolo Grafi e classificazione

28.02.2005