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Faccette: questioni terminologiche

di Luca Rosati

Una buona parte della discussione in atto nella lista FCD ha riguardato il problema della distinzione fra il concetto di “faccetta” (inteso come metodo di classificazione) e il vocabolario utilizzato concretamente per designare le varie categorie risultanti da tale metodo (cf. il precedente articolo Temi chiave emersi nella Faceted Classification Discussion List).

Il problema che è [...]


Una buona parte della discussione in atto nella lista FCD ha riguardato il problema della distinzione fra il concetto di “faccetta” (inteso come metodo di classificazione) e il vocabolario utilizzato concretamente per designare le varie categorie risultanti da tale metodo (cf. il precedente articolo Temi chiave emersi nella Faceted Classification Discussion List).

Il problema che è emerso quasi subito riguarda l’ambiguità del termine faccetta, che può designare:

  • un metodo o tecnica di classificazione
  • le categorie risultanti dall’applicazione di tale tecnica ad un dato insieme di elementi.

Ferma restando l’importanza di distinguere i due piani concettualmente, per alcuni sembra importante mantenere questa distinzione anche sul piano terminologico, per altri questo è meno rilevante (o del tutto irrilevante sul piano pratico).

I termini usati per il metodo sono per lo più:

mentre per quanto riguarda le categorie risultanti dalla classificazione:

  • faccette per le categorie di primo livello (le chiavi primarie scelte per operare la nostra classificazione, es. Colore, Origine, Produttore)
  • isolates, foci, topic, subject o, ancora una volta, faccette per le sottocategorie di ogni faccetta (es. Bianco, Rosso, Rosato).

Il principio di mutua esclusione vale solo per le faccette di primo livello, mentre ai livelli inferiori si puņ avere anche ridondanza/sovrapposizione.

XFML utilizza faccetta/e per le categorie di primo livello, topic per le successive; mentre Topicmaps usa faccetta/e per tutte le categorie, di qualsiasi livello.

Una buona sintesi del problema è offerta infine da Aida Slavic

In my understanding a facet analysis can be applied on the three levels of metadata at least (if facet is understood the total set of subclasses produced by the application of one broad principle of division)

- FIRST application - general metadata structure (classes of descriptive elements supporting a particular function)… semantic of these elements have to be mutualy exclusive e.g. every metadata standard will have elements supporting discovery, administration and technical features of the object. Elements supporting e.g. discovery will be grouped into broad
classes of elements that describe e.g. content, intellectual property and instantiation. Elements describing content will have elements describing formal characteristics: title, type, audience BUT will also have elements describing subject (what the object is about, or what it is for).

- SECOND application - metadata vocabulary within each descriptive element can be faceted e.g. in the element type_of_the_object we can have a list of vocabulary values that would describe the physical characteristics of the object - by size, by material, by function…. The value in the element ‘type’ would be combination of size-material-function. The metadata syntax for this kind of vocabulary can be modelled as element attribues/types. (syntax and semantic of this can be self-evident or decided upon within metadata standard)

- THIRD application is metadata vocabulary describing subject of the resource that is taken from the Faceted classification and is pre-coordinate/pre-combined complex expression. (Syntax and semantic of which is not self-explainable and is external to the metadata itself). In this case value can be ID(URI) pointing to the external source… or the value can be a symbol or heading that needs to be interpreted by the system…

16.01.2003 - Luca Rosati