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per renderla (ri)trovabile
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di Luca Rosati
La costruzione di Trovabile
Nato come esperimento, Trovabile mi ha permesso di esplorare e valutare via via diverse soluzioni per l’architettura dell’informazione:
a livello di classificazione
a livello di Information Design
a livello di Content Management
Ne propongo qui una sintesi.
Classificazione
Per categorizzare i contenuti, Trovabile sfrutta un sistema di classificazione a faccette. Claudio Gnoli ha prestato un contributo essenziale al [...]
Nato come esperimento, Trovabile mi ha permesso di esplorare e valutare via via diverse soluzioni per l’architettura dell’informazione:
Ne propongo qui una sintesi.
Per categorizzare i contenuti, Trovabile sfrutta un sistema di classificazione a faccette. Claudio Gnoli ha prestato un contributo essenziale al suo allestimento, aiutandomi ad orientarmi meglio in questa materia complessa. Per lo schema generale di classificazione, ho deciso di rifarmi al modello a 5 facce di Ranghanathan, solitamente sintetizzato nell’acronimo PMEST:
Con opportune integrazioni, ho così trasposto lo schema all’interno di Trovabile:
Tutte le faccette e i relativi fuochi (o topics) sono stati raggruppati sotto la sezione Argomenti. Nel loro complesso, le faccette costituiscono il menu di navigazione principale del sito, collocato nella colonna di destra.
Accanto alle faccette, è previsto un’altro sistema di organizzazione e navigazioene dei contenuti: un indice alfabetico (ancora in fieri). L’indice è ottenuto a partire dal sistema a faccette, scomponendo ulteriormente i fuochi già presenti in fuochi di livello molto inferiore. Così, mentre lo schema generale a faccette permane a un basso livello di dettaglio, l’indice analitico propone categorie a un livello di dettaglio molto alto. In altre parole, potremmo dire che lo schema a faccette offre una visione grandangolare dei contenuti, mentre l’indice permette uno zoom diretto su di essi. L’intento è quello di soddisfare in questo modo strategie di navigazione complementari: una più orientata al browsing e l’altra più orientata al searching.
Sull’impatto che soluzioni come le architetture a faccette comportano riguardo categorie ‘classiche’ dell’architettura o dell’usabilità si veda il recente dibattito fra Merholz e Hurst, riguardo i binomi navigazione vs. ricerca; browsing vs. filtering; ipertesto vs. applicazione software etc.
Un tema che mi sta particolarmente a cuore è quello di fornire all’utente sempre spunti ulteriori di navigazione, anche quando questi abbia (presumibilmente) raggiunto il proprio obiettivo di navigazione (l’item cercato - il dettaglio di una notizia, la scheda di un servizio o prodotto).
Questo approccio aiuta fra l’altro a smembrare un contenuto complesso in più unità (chunks), ciascuna corrispondente a un diverso stadio di consultazione e approfondimento (e quindi a un diverso tipo di esigenza o obiettivo). Ma aiuta anche a stabilire correlazioni profonde fra i diversi contenuti e le diverse sezioni di un sito, o fra il nostro sito e altre risorse esterne, stabilendo quella che io chiamo circolarità virtuosa dell’informazione.
L’adozione di un sistema a faccette - multidimensionale, quindi - permette di esaltare al massimo questa strategia, sfruttando proprio le diverse dimensioni che ogni item possiede.
Così, per ogni articolo, Trovabile fornisce una navigazione contestuale di questo tipo:
Questo approccio concettuale viene sottolineato anche visivamente da certe scelte di interfaccia:
In un recente intervento, Sofia Postai ha sottolineato la scarsa attitudine delle briciole di pane a rappresentare percorsi di navigazione in sistemi informativi non gerarchici (come - appunto - quelli a faccette).
Secondo me il path è uno strumento della tassonomia e in un’architettura a faccette non ci sta. Un’architettura a faccette può ben esprimersi in una navigazione, ma solitamente lo strumento più efficace per estrarre le informazioni è la ricerca. [...] La mia opinione è che dobbiamo evidenziare le faccette all’utente, dicendo una cosa come (torno all’esempio di yoox.it che conosco meglio) * Donna; * Autunno inverno; * Gonne; * Minigonne; * Taglia S
(Sofia Postai, forum Usabilità e architettura dell’informazione).
A questo riguardo, rimando ancora al recente dibattito fra Merholz e Hurst già citato.
D’accordo con questa impostazione, Trovabile non fa uso di briciole di pane, ma nella parte alta della pagina evidenzia le faccette e i relativi fuochi a cui la pagina corrente è associata.
Per ottenere una maggiore coerenza fra uri (indirizzo che compare nella barra degli indirizi del browser), TITLE della pagina (titolo della pagina che compare nell’intestazione della finestra) e titolo della pagina (nel corpo della pagina stessa), Trovabile adotta uri logiche di questo tipo: trovabile.org/nome_sezione/titolo_della_pagina. In questo modo la uri risulta maggiormente intellegibile, riflettendo direttamente il suo contenuto e l’architettura informativa.
Come strumento di content management ho scelto inizialmente Drupal. Oltre a essere Open Source, e ad avere una consolidata comunità alle spalle, Drupal vanta un modulo apposito per creare tassonomie multilivello combinate con vocabolari controllati. Nel medio periodo, Drupal ha tuttavia mostrato alcuni difetti (perlomeno in rapporto agli obiettivi di Trovabile):
Dal punto di vista della separazione tra funzioni e presentazione, MovableType presenta al confronto una snellezza che raramente si ritrova in altri sistemi, utilizzando template indipendenti, totalmente personalizzabili anche nella url. Alla fine ho scelto quindi di migrare su quest’ultima piattaforma.
Per converso, la versione standard di MovableType presenta a tutt’oggi una limitazione significativa per quanto riguarda la classificazione dei contenuti: MovableType permette una categorizzazione dei contenuti su un unico livello (non consente cioè di creare strutture del tipo categoria > sottocategoria). Questa limitazione è tuttavia aggirabile mediante diversi plugin che la comunità di MT-plugins.org mette a disposizione.
In particolare, per la classificazione a faccette, esistono almeno due soluzioni.
Trovabile utilizza quest’ultimo plugin.
Per visualizzare gli items correlati a quello corrente (categorie e articoli, nella spalla di destra), Trovabile sfrutta il RelatedEntries plugin.
Per quanto riguarda l’indice alfabetico, i criteri di selezione dei lemmi derivano direttamente dallo schema a faccette, attraverso un procedimento del tutto manuale. L’associazione dei lemmi ai singoli articoli è realizzata sfruttando il campo Keywords di MovableType. Mentre la costruzione dell’indice è affidata nuovamente a un plugin: RelatedEntries by Keyword plugin
Sul rapporto fra modelli di classificazione e loro implementazione in Movable Type, vedi anche l’altro articolo di Tanya Classification and MT
06.06.2004 - Luca Rosati