Architettura dell’informazione e struttura dei menu gerarchici

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Lo studio di Sarah Menini, presentato a webb.it 2003, mira a controllare attraverso indagini sul campo la validità di alcune euristiche sulla struttura dei menu gerarchici. In particolare, l’analisi intende identificare in che modo i diversi tipi di menu gerarchici possano influenzare le prestazioni degli utenti.


Precedentemente, Larson & Czerwinski (1998) avevano testato tre tipi di struttura per verificare quale producesse prestazioni migliori:

  • 16×32 (16 elementi al primo livello, 32 al secondo)
  • 32×16
  • 8x8x8 (8 elementi su ciascuno dei tre livelli).

Gli autori conclusero che:

  • le strutture gerarchiche poco profonde sono migliori (la prestazione peggiore si ha con la struttura 8x8x8)
  • il livello di performance è influenzato dall’ampiezza della struttura
  • le strutture con ampiezza molto elevata fanno diminuire il livello della perfomance.

L’ipotesi di partenza dello studio di Sarah Menini è che le scelte degli utenti fossero influenzate soprattutto da:

  • profondità della struttura gerarchica
  • information scent (serie di indizi sulle pagine che seguono) offerti all’utente dalla struttura
  • ampiezza di ciascun livello della struttura.

L’esperimento ha utilizzato delle strutture paragonabili per ampiezza e profondità a quelle di Larson e Czerwinski:

  • 16×24
  • 24×16
  • 8x8x6a (un livello visualizzato su ogni pagina)
  • 8x8x6b (due livelli visualizzati su ogni pagina).

I risultati hanno confermato in larga parte le ipotesi di partenza:

  • è utile anticipare all’utente informazioni in merito alle pagine seguenti (information scent)
  • vanno evitate le liste troppo numerose; il limite riscontrato, però, non si attesta attorno ai 9 elementi, ma può essere anche di molto superiore
  • strutturare gli elementi in chunks permette di superare i problemi inerenti alla numerosità degli stessi.

Dal punto di vista metodologico, possiamo affermare che un disegno sperimentale rigoroso permette di giungere a conclusioni che possono essere successivamente utilizzate come se si trattasse di euristiche, ma che hanno una validità superiore perché sono supportate da dati statisticamente rilevanti e non solo da evidenze logiche o empiriche (Sarah Menini).

27.05.2003